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mercoledì 6 febbraio 2008

La ragazza del lago

"La ragazza del lago"

Regia: Andrea Molaioli
Genere: Giallo
Cast: Toni Servillo, Valeria Golino, Omero Antonutti, Anna Bonaiuto, Fabrizio Gifuni, Fausto Maria Sciarappa, Heidi Caldart, Nello Mascia, Giulia Michelini

Italia, 2007

Trama: Sono le otto del mattino quando Marta, addentando una ciambella, sta tornando a casa dopo aver dormito da una zia. Un furgone si ferma: Mario, ragazzo affetto da ritardo mentale, la convince a seguirlo nella sua fattoria. L'allarme scatta subito, Marta ha solo sei anni. Nel paese arriva il commissario Sanzio, un poliziotto esperto, da poco trasferitosi in quelle zona un po’ sperduta. Il più giovane collega Siboldi, residente in quelle valli, diventa la sua guida anche per conoscere i legami famigliari e affettivi della piccola comunità. I due, accompagnati da Alfredo, fedele collega di Sanzio dai tempi della sezione omicidi, si dovranno trattenere nel paese, perchè un altro delitto si sta per consumare; un crimine sicuramente nato in seno a una delle famiglie del paese, frutto di un legame affettivo o sentimentale.

Recensione: Mario è un uomo rimasto bambino, suo padre è un vecchio che non lo ha mai saputo accettare e lo ha cresciuto come una bestia, Chiara è una moglie malata di amore per suo marito e non rivelerà mai a nessuno quello che sentì quella mattina da sotto il cuscino, Davide è un padre ossessionato da una figlia troppo bella, Roberto è un fidanzato che racconta tutto alla ragazza che ama, ma che non la conosce..Silvia è una figlia dimenticata che cerca nei piercing l'alternativa alla solitudine, Anna Bonaiuto è una moglie che scambia suo marito per suo fratello e non riconosce più Francesca, sua figlia; il Commissario Sanzio è un rigido uomo del sud catapultato non si sa per quale motivo in una realtà diversa dalla sua, tra le montagne del nord; Angelo era un bambino che non faceva altro che piangere..e la ragazza del lago? Beh, lei è Anna. Ma la sua incredibile storia non rimane altro che un pallido sfondo in questo film che sta un pò sospeso a metà tra il giallo e lo psicologico. Anzi, forse propende per il secondo. E, chiarisco subito, a me questo non è dispiaciuto affatto: mi sono appassionata alle vicende di questo spaccato di mondo e mi sono subito accorta di quanto le scene fossero tutte talmente profonde ed empatiche da dipingere con pochi tratti ogni vissuto e il rispettivo lato oscuro. Mi sono commossa nell'abbraccio del Commissario Sanzio (un superlativo Toni Servillo, un viso talmente espressivo che da solo dice più di mille parole) e di sua figlia (Giulia Michelini, attrice giovanissima ma brava, veramente brava), solo che mi sono persa..non sono riuscita a farmi prendere dall'ansia di voler scoprire a tutti i costi chi avesse ucciso la bellissima Anna, quasi non mi interessasse più. Ed è proprio questo l'unico, se proprio vogliamo non piccolissimo, "errore" del film. La storia di Anna è intensa, è struggente, è drammatica..ma non è raccontata. Diventa solo il pretesto per entrare nelle vite degli altri abitanti di un paesino sperduto tra le montagne Friulane, all'apparenza normali, ma che davanti a un delitto si rivelano nel loro lato nascosto. E Anna, anche lei con una vita apparentemente normale, che muore un pò per tutti loro, finisce per essere relegata in secondo piano. Rimane il bikini prosperoso di un filmino al mare, il seno che esce dal pigiama dopo una notte senza aver fatto l'amore, il jogging per le colline e poi giù fino al lago, una bacheca piena di foto, un diario web sconclusionato..Anna corre la sua vita in fretta e troppo in fretta la si dimentica in questo film tanto è vero che alla fine si ha l'impressione che il vero delitto sia un altro, ancora più terribile. Nonostante questo scompenso, "La ragazza del lago" regala tanto: scene meravigliose, piccole frasi che rimangono impresse, bei personaggi come quello del Procuratore incinta, così dolce anche in un ruolo così severo. E poi Servillo che litigando con la figlia se ne esce con un "ma qualcuno poi mi deve spiegare com è che quando le donne litigano..litigano di spalle!"; oppure sempre lui che al rimprovero dell'Ispettore Siboldi per essersi acceso una sigaretta in commissariato, lo sfida con un "arrestami..!", sono due scene impagabili; i magnifici e desolati paesaggi che neanche sembra di essere in Italia..le musiche che in certi momenti sembrano quasi stonare!..credo che per riassumere questi 90-95 minuti di pellicola si possa propriamente usare l'espressione di "giallo mancato". Ma, non so come dire.. "emozionante ritratto psicologico" mi piace decisamente di più! E soprattutto gli rende giustizia.


[Voto: 7.5]

venerdì 25 gennaio 2008

Giorni e Nuvole

"Giorni e Nuvole "

Regia: Silvio Soldini
Genere: Drammatico
Cast: Margherita Buy, Antonio Albanese, Giuseppe Battiston, Alba Caterina Rohrwacher, Carla Signoris, Fabio Troiano, Paolo Sassanelli, Arnaldo Ninchi

Italia, Svizzera 2007

Trama: Elsa e Michele sono una coppia colta e benestante con vent’anni di matrimonio alle spalle e una figlia di nome Alice. La loro serenità anche economica ha permesso a Elsa di lasciare il lavoro e coronare un antico sogno: laurearsi in storia dell'arte. Ma improvvisamente la loro vita cambia: Michele le confessa di aver perso il lavoro. Il futuro non si presenta più così tranquillo e prevedibile: svanisce la certezza di poter contare su stabilità e serenità. Gli equilibri che sembravano consolidati rischiano di crollare e di travolgere ogni aspetto della loro vita, persino il rapporto con Alice. Moglie e marito sono costretti ad affrontare la crisi, ognuno a modo suo, contando sulla non comune forza della loro unione. Ma questo basterà a salvarli?

Recensione: "Giorni e Nuvole" è un film che mette alla prova. Sì. Che in diversi momenti fa quasi venir voglia di mollare, di cedere e abbandonarsi a quelle scomode poltroncine di un cinema che non tiene il passo dei confortevoli (e carissimi) multisala, e di dire "è troppo pesante..". E invece vale assolutamente la pena di andare avanti perchè Soldini si rivela anche questa volta una certezza, uno sguardo originale e brillante in una trama in cui i giorni passano lenti e il cielo è sempre grigio e riesce comunque a ritagliare all'interno dei giorni tristi di Elsa e Michele momenti di impagabile e sottile ironia. Ma ne vale la pena anche per la bravura degli attori. Sorprende ad esempio quanto sia bravo Albanese in un ruolo che non ci si aspetterebbe interpretato da lui, così come sorprende la Buy che questa volta non recita la parte della donna fragile, sull'orlo della crisi. Anzi, è la colonna portante di una famiglia che si trascina avanti sempre più faticosamente..e l'unico suo momento di debolezza, un tradimento ormai annunciato, non rimane altro che una delle tante nuvole che passano nei giorni difficili di una nuova, non voluta, vita. L'amore e la stima,in questo film, si rischiano di perdere in altri modi: schiacciando le bottiglie di plastica per la raccolta differenziata, tentando di tappezzare di fiori il salotto della vicina..tirando uno schiaffo ad una figlia che vorrebbe solo essere utile. Gli eventi si susseguono accompagnati da una musica che mette ansia per tutta la durata del film senza che Michele li riesca a controllare o perlomeno assorbire nel meno peggiore dei modi. Questo lo differenzia dal fentastico personaggio della casalinga che sa suonare la fisarmonica di "Pane e Tulipani". Qui, infatti, anche se un pò per caso e un pò per errore, Rosalba sceglie consapevolmente di lasciarsi dietro tutto quello che è stata e di tuffarsi a capofitto nel rischio più assoluto. Michele invece, si ritrova senza volerlo in una realtà che non è la sua, in un mondo del lavoro che chiude le porte a chi non è più giovanissimo, che chiude le porte a chi non sa reinventarsi..che chiude le porte a chi non sceglie di accontentarsi. Eppure non si riesce a provare pena per lui, socio di una società che lo ha fatto fuori, in balia di giornate intere che passano lente e che non riesce a riempire. Lo si ama in ogni caso, come lo ama Elsa che, nonostante tutto, vuole lui al suo fianco, sul pavimento..a guardare il restauro di un affresco che doveva essere opera sua e che invece ha sacrificato al call-center, al posto di segretaria..al trasloco in un appartamento più piccolo. A un marito che proprio non ce la fa a ripartire da zero. Ma alla fine del film, proprio sotto quell'inestimabile dipinto che è sempre stato lì ad aspettare che qualcuno lo aiutasse a tornare a splendere, ci si rende conto che quello zero non c'è mai stato..che a volte si può scoprire che un muro che sembra portante, in realtà non lo è. Che le vere fondamenta non sono altro che l'affetto, l'appoggio, l'amore. Che le nuvole vanno, vengono..ma c'è qualcosa che rimane nascosto dietro un cielo plumbeo, o sotto gli strati del tempo. Ci vogliono solo la costanza e la pazienza di aiutarlo a tornare a splendere. Come l'affresco..


[Voto: 7.5]