giovedì 10 gennaio 2008

Le ricamatrici

"Le ricamatrici"
(Brodeuses)

Regia: Eleonore Faucher
Genere: Drammatico
Durata: 88 minuti
Interpreti: Lola Naymark, Ariane Ascaride, Thomas Laroppe, Marie Felix, Arthur Quehen, Jackie Berroyer
Colonna Sonora: Michael Galasso
Francia, 2003

Trama: Decisa a dare in adozione il bambino che aspetta, Claire, 17enne dalle grandi capacità manuali, mantiene segreta la gravidanza. La signora Mélikian, rinomata ricamatrice a cui è appena morto il figlio, accetta di assumerla come apprendista. Tra le due si instaurerà un tenero rapporto di amicizia e complicità, che le aiuterà a ritrovare il senso della vita perduto.

Recensione: I film francesi hanno qualcosa in più, o forse qualcosa in meno. Sanno mettere sullo schermo silenzi e sguardi senza l'uso di artefizi, e sanno essere poetici con ben poco. Questo film è l'esempio della purezza narrativa francese, che a palati meno raffinati può sicuramente risultare noiosa e ritmicamente soporifera. Io l'ho trovato delicato come un ritratto a pastelli, l'ho trovato dolce ma con qualche punta di amarezza; quell'amarezza che la vita ci offre con i suoi tumulti, con i suoi fatti inspiegabili, con le sue paure.

Sono fondamentalmente due gli elementi che più mi hanno colpito. Non la vicenda, che non ha nulla di esaltante, nulla di urlato, nulla di così nuovo o originale, non la sceneggiatura, che è chiaramente molto silenziosa, incastrata tra pochi dialoghi; ma i colori, le tinte e gli sguardi.
Il film gioca tutto sui toni pastello e sembra dipinto su carta. Il verde e il rosso sono i colori predominanti. Il verde della natura, il verde delle porte, il verde dei muri e dei vestiti di Claire, e il rosso dei capelli della protagonista, che risaltano più di ogni altra cosa nell'intero quadro fotografico. Guardare questo film mi ha ricordato vecchi quadri impressionisti francesi. Sussurrati, danzanti, un po' sospesi. Questi colori sono così, e non urlano mai, proprio come il fillm stesso.
Gli sguardi sono intimi, profondi e reali; sono palpabili i sentimenti di ogni personaggio. C'è chi drammaticamente ha perso un figlio e un amico, chi vorrebbe essere capita dalla propria madre e che deve tenere nascosta una forte verità, c'è chi vorrebbe avere la sorella vicina, c'è chi vorrebbe amare di nuovo. E gli sguardi sono lì, si sosseguono senza tregua, parlano e dialogano con la cinepresa senza emettere un suono. Colori e sguardi, una combinazione poetica e ritmica.

Raffinata è la messa in scena di un lavoro antico come il mondo: il ricamo, il cucito. La cinepresa è sapientemente diretta sui particolari delle mani delle donne, sui minuziosi orpelli e sui tragitti del filo, e i ricami divengono quasi palpabili, luminosi, musicali.

E poi c'è l'amicizia, il rapporto femminile di reciproca introspezione, i piccoli gesti che riportano il sorriso, la ricerca del rapporto madre - figlio, il lavoro di squadra. Tutte cose piccole ma sincere, descritte con una purezza raffinata tutta da osservare.

Un bel film, semplice, senza nessuna grande pretesa, ma che nel suo piccolo ti resta dentro.

Da notare l'intensa colonna sonora, firmata da Michael Galasso.


Voto: 8.5


1 commento:

ade ha detto...

molto bello, delicato e tenero...